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Trap e Skeet
Il Tiro a Volo è una delle specialità olimpiche più antiche del mondo come del resto sono di tradizione antichissima anche le sue origini. La prima società sportiva di tiro a volo in Italia è datata 1872 per opera dell’industriale Ettore Stacchini a cui si deve tra l’altro l’organizzazione dei primi campionati mondiali a Roma nei primi anni ‘30 del Novecento.
Il primo titolo olimpico italiano risale al 1956 grazie all’oro conquistato dall’atleta Galliano Rossini che già aveva tentato la via della vittoria nell’edizione precedente, non riuscendovi. Da quello storico titolo ad oggi, nel tiro a volo l’Italia si è dimostrata uno dei Paesi più vincenti di sempre, ha infatti all’attivo un palmares che vede 9 titoli olimpici su 14 edizioni svolte nelle diverse discipline di questo sport. Come disciplina olimpica infatti, il Tiro a Volo si compone di tre diverse specialità: il Trap, lo Skeet e il Trap Mix Team.
Il Trap e Skeet Coaching di iGuide
Con iGuide potrai conoscere più da vicino lo sport del Tiro a volo, apprendere le migliori tecniche di tiro e visitare i migliori campi di tiro volo italiani tra i più riconosciuti al mondo. E’ possibile scegliere tra diverse opzioni per seguire le lezioni di Tiro a volo:
1
il programma one day
5
il programma 5 day
il programma season
Le lezioni di Trap e le lezioni di Skeet saranno guidate dall’Head Coach Alessandro Nicotra di San Giacomo, coach professionista per il tiro a volo nella specialità Trap e Skeet. Alessandro Nicotra di San Giacomo, annovera nel suo curriculum professionale anche la partecipazione all’Olimpiade di Rio 2016 ed una qualificazione con 3 atleti ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020
Il Trap
Detto anche Fossa Olimpica, nel Trap (fossa, appunto) i tiratori sparano su una linea di tiro rettilinea posizionata a 15 metri dietro la fossa dove si trovano le macchine lanciapiattelli. I tiratori si alternano su 5 pedane diverse collegate a tre macchine lanciapiattelli. Il nome Trap deriva proprio dalla posizione delle macchine, che si trovano appunto dietro la fossa.
All’ordine del tiratore, le 3 macchine lanciano un piattello centrale, uno a destra ed uno a sinistra con diverse angolazioni e con successione di lancio casuale. E’ questa in sostanza la difficoltà-abilità per il tiratore che pur conoscendo il momento del lancio (che parte con il suo segnale), non conosce di fatto l’angolazione dalla quale partirà il piattello. I piattelli infatti possono subire diverse variazioni sia sul piano orizzontale (90°) che verticale (altezza che può variare dal metro e mezzo fino ai tre metri). Per questo particolare tipo di disciplina viene scelto dai tiratori un fucile sovrapposto con canne di lunghezza variabile tra i 740 e 760 mm.
La Fossa Olimpica o trap è in assoluto la prima disciplina nata nel Tiro a Volo ed è senza ombra di dubbio quella più praticata nel nostro Paese e per la quale esistono location ed impianti tecnici tra i migliori al mondo.
Lo Skeet
Lo Skeet, è la disciplina del Tiro a volo più recente in termini olimpici e deriva dalla specialità americana Around the clock nella quale il tiratore era chiamato a sparare al piattello da dodici pedane posizionate ad orologio. Assume il nome di Skeet nel 1926 ed entra a far parte dei Giochi Olimpici nel 1968. Nel corso del tempo il percorso si è modificato, infatti oggi le pedane non sono più dodici (come le ore dell’orologio) ma 8 posizionate a semicerchio con un raggio di 19.20 metri. Alle estremità di ogni pedana vengono collocate le macchine lanciapiattelli, la macchina a sinistra prende il nome di Pull mentre quella di destra Mark, entrambe lanciano i piattelli sempre nello stesso modo. A differenza del Trap dunque, altezza e l’angolazione del piattello non variano, la difficoltà-abilità per il tiratore è data invece di dover intercettare i bersagli anche in doppietti e con tempi di lancio variabili. Infatti nello Skeet, il lancio non parte al segnale del tiratore, ma può avere una latenza da 0 a 3 secondi dalla chiamata. Il tiratore ha a disposizione un solo colpo per ogni piattello (due in totale) e dovrà aspettare il piattello in posizione d’attesa, quindi con l’arma non imbracciata.
Anche in questo caso il tiratore utilizza un fucile sovrapposto con canne di lunghezza variabile tra i 700 ed i 760 mm con strozzature da cilindrico a improved cilindrico.